Reggio Calabria
 

Cannizzaro: “Io, forzista più votato del Paese: ora sotto con Comune e Regione. ‘Ndrangheta? Dialogarci è da coglioni”

Cannizzaro Francesco nuova 1di Mario Meliadò - Come da scuola trasversale centrosinistra-centrodestra, quella del neodeputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro tutto è tranne che una conferenza stampa in senso stretto: è una straripante sala delle adunanze, è un momento per festeggiare con amici e attivisti berlusconiani e degli altri partiti di centrodestra, è l'occasione per frenare o accogliere o anche esplicitamente richiedere un applauso scrosciante a questa o a quella sottolineatura.

...Ormai però i tempi sono questi, e da parecchio.

In sala, ad applaudire e ad ascoltare con attenzione, ci sono Lucio Dattola e Francesca Porpiglia, Mary Caracciolo e Gigi Fedele, Massimo Ripepi e Paola Lemma e Franco Germanò e molti altri ancòra. Perché «ogni partito è portatore di Valori, portatore d'identità e portatore di contenuti», dirà poi ai cronisti il neodeputato.

A più riprese, Cannizzaro lo dice chiaro: la "vera" priorità per la Calabria è «la normalità. Se saremo noi come spero a governare il Paese, lo chiederò senz'altro a chi entrerà nella squadra di Governo: Sanità, viabilità e tanti altri settori non sono certo in condizioni normali, nel Reggino e in tutta la Calabria. Se l'Italia nel contesto europeo non conta nulla, beh, la Calabria nel contesto italiano non conta nulla e, aggiungo, in questi ultimi anni Reggio Calabria e provincia nel contesto calabrese sono state un po' messe da parte. In più, ho studiato l'ipotesi di un decreto legge per l' "emergenza Piana e Locride": come s'è fatto per Taranto, come s'è fatto per altri angoli di questo Paese, mi sta a cuore un decreto emergenziale da riempire di contenuti e che fronteggi le difficoltà più aspre in termini di trasporti, sociale, porto di Gioia Tauro, servizi primari... E poi – aggiunge Ciccio Cannizzaro – dopo tutto quel che hanno fatto Massimo Ripepi e tanti altri per il nostro aeroporto, l'altra priorità è scongiurare una cosa che ci farebbe molto incazzare: l'Aeroporto dello Stretto non deve chiudere». E qui, per la verità, si apre una pagina particolare della conferenza stampa, col deputato forzista pronto a riferire d'aver incontrato personalmente e riservatamente Arturo De Felice, a garantire del suo ottimo operato e di sviluppi sicuramente importanti a breve termine.

La cosa rilevante è che dietro l'angolo, per l'attuale capogruppo della Casa delle libertà a Palazzo Campanella, potrebbero esserci incarichi di governo, anche se lui – con giusta prudenza – si tiene basso, visto «il risultato migliore d'Italia» registrato dal suo partito, anche rispetto alle roccheforti storiche degli azzurri. Rispetto al 14% nazionale, la Calabria ha incassato un positivissimo 20,1% che però è figlio di una realtà composita: zone glaciali come il collegio di Corigliano Calabro (13,6%), zone scandite da un bel tepore (il 19,8% nel collegio di Reggio Calabria, il 22% in quello di Castrovillari) e poi c'è il grande calore con cui Forza Italia raccoglie il 29,6% dei consensi nel collegio Piana-Locride, fornendo un contributo fondamentale al 42,4% con cui Francesco Cannizzaro, unico candidato forzista di tutto il Mezzogiorno, s'aggiudica la sfida uninominale.

La prospettiva, adesso? «Rappresentare al meglio questa terra, con una responsabilità in più essendo l'unico eletto all'uninominale per Forza Italia. E me la sento tutta addosso», scandisce lui.

E gli altri Enti? Noto da pochissime ore l'esito del voto del 4 marzo, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha posto un'ipoteca sulla scalata alla Regione. «Di certo, da queste parti ci sono un centrodestra ritrovato e una Forza Italia viva più che mai. Oggi – commenta l'ex assessore comunale di Santo Stefano d'Aspromonte – abbiamo l'esigenza di riorganizzare una proposta politica, partendo dal Comune di Reggio per arrivare alla Regione Calabria: se poi ce ne saranno le condizioni, Occhiuto può anche rappresentare la guida di questo processo. Certo, io dico che è ancòra un po' prematuro: ben conoscendo Occhiuto, sono certo che la sua non è una "fuga in avanti" né un'autocandidatura. Dobbiamo ancòra sintetizzare e confrontarci: non per mesi, però, già le prossime settimane debbono partorire un'alternativa per il governo della Regione. Cosa pesa di più tra la sua rielezione a sindaco e il mio risultato? Pesa di più il gioco di squadra, mi creda, da alimentare anche con Jole Santelli, Peppe Mangialavori a Vibo, Mimmo Tallini a Catanzaro. Perché Occhiuto è sicuramente un esempio della buona politica e delle buone prassi, ma è anche vero che ci sono pure altri uomini e altre donne ugualmente in grado di guidare i processi che ci consentano di trionfare alle urne l'anno prossimo. Così com'è ancòra presto pure per definire l'identikit del possibile candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrodestra».

Resta una circostanza: nei fatti, «il tempo del commissariamento del partito reggino è finito», scandisce Cannizzaro con fare leaderistico. Il messaggio alla Santelli è chiaro e diretto. «Se le ho già chiesto d'aprire la fase congressuale? Ma non credo ce ne sia neanche bisogno – articola il neodeputato –, la coordinatrice regionale è così brava e intelligente... Sta nelle cose, l'idea di riorganizzare un partito a Reggio Calabria, che qui ha già dimostrato di "esserci", d'essere vivo. Serve solo un organigramma che darà una dirigenza al partito e questo non solo a Reggio città ma in tutti i Comuni, dove peraltro a brevissimo saremo operativi con riunioni, con una sede a Reggio Calabria e possibilmente in tutti i Comuni del Reggino. Un processo che ci consentirà pure d'incrementare i consensi nelle prossime occasioni elettorali». E ad avviso di Cannizzaro «vincere le prossime Regionali sarà molto semplice, dopo il fallimento di Mario Oliverio», però il percorso già messo in campo non dovrà riguardare la sola vittoria per governare 5 anni, nella logica della democrazia dell'alternanza, poi chi ha governato male viene avvicendato e così via: noi come centrodestra unito dobbiamo avanzare una proposta forte, credibile, che guardi come minimo al decennio successivo. Io? Io oggi sono stato chiamato a fare il deputato: non ho altre ambizioni e non ne posso avere, se non dare un contributo per la mia terra e, sul piano politico, contribuire a preparare l'alternativa. Anche perché il Pd, guardate, tende a scomparire: questo è il mio parere, ma credo che anche da quella parte in molti ormai l'abbiano capito. Di certo, un mio ringraziamento oltre che agli amici, al partito e agli amministratori che hanno fatto campagna elettorale per me e con me va a Mario Oliverio, a Giuseppe Falcomatà e alla classe dirigente espressa dal Partito democratico nel suo insieme, che ha fatto molto per me..., consentendomi nei fatti di registrare un risultato così brillante grazie anche alla propria pessima amministrazione. E non ho un "asse con Peppe Scopelliti": c'è un asse "con tutti", ottimi rapporti personali e poi anche politici, seppur nel rispetto delle reciproche differenze».

 

Fra i temi proposti dai cronisti anche la legalità. Ci sono o no, rischi di pressioni da parte della 'ndrangheta su una figura politico-istituzionale ormai così in evidenza? La risposta di Francesco Cannizzaro è, anche lessicalmente, ad alzo zero: «Ho tanti difetti, ma se c'è una cosa nella vita che non m'è mai mancata è il coraggio. Io la 'ndrangheta, anche da amministratore locale, l'ho combattuta: ritengo sia la cosa più schifosa che ci possa essere al mondo», e qui gli applausi sono molto molto forti, mentre Cannizzaro aggiunge: «Il fenomeno è insidioso e tutti dobbiamo averne consapevolezza. Io credo che la magistratura, in particolare quella reggina, stia facendo un lavoro eccezionale ma credo anche che tutti noi dobbiamo fare la nostra parte, dando il buon esempio. Certo, un politico specialmente se in ascesa diventa appetibile per la criminalità organizzata: lì tocca a noi, per questi fantomatici 'ndranghetisti la medicina migliore è lasciarli morire isolati... Il rischio poi ormai è anche di altro tipo, come sottolineavo in una riunione nella Locride con alcuni sindaci ormai a screditarti basta una foto con la persona sbagliata: te lo dice Cannizzaro, rinviato a giudizio e costretto a stare sotto processo per 8 mesi fino a essere prosciolto con formula piena, tutto perché una persona che non ho mai visto in vita mia mi aveva citato nelle sue dichiarazioni... E poi si parlava di quanto la 'ndrangheta possa influire sui risultati elettorali: io con orgoglio e petto in fuori – così Ciccio Cannizzaro – dico che ho vinto con un risultato bulgaro e senza aver mai incontrato un mafioso, almeno che io sappia, e anzi arginando ogni tipo di "ombra" appena ci si profilava davanti». Non solo: ormai "non conviene neanche più", ragiona il neoparlamentare, perché «credo che ormai elettoralmente gli uomini di 'ndrangheta non contino più niente. E del resto noi, col nostro risultato, l'abbiamo dimostrato. Per questo, e per tutto quel che dicevo prima, è veramente un coglione chi pensa d'andare a fare un incontro col capo-'ndrangheta per avere 30-40 voti in più... è veramente un coglione».

Ma, a proposito di legalità: e Silvio Berlusconi? Il centrodestra e Forza Italia in particolare si presentavano guidati da un leader incandidabile... che valore può avere, in questo contesto, la legalità per chi vi si riconosce? «Credo che se non ci fosse stato Berlusconi in questa tornata elettorale non ci sarebbero stati questi risultati, non solo per noi ma per la coalizione in generale – è l'omaggio di Francesco Cannizzaro all'anziano fondatore del partito –. A Silvio Berlusconi va riconosciuto il pieno merito d'essere stato un tessitore, un federatore di provata esperienza che oggi si propone addirittura come "regista", perché è talmente bravo e intelligente che riconosce a Matteo Salvini la vittoria interna quale leader della Lega e, tenendo fede al patto siglato a suo tempo, la facoltà di esprimere lui il nome del possibile presidente del Consiglio dei ministri. L'incandidabilità? Vedrete, sarà Strasburgo a dare ragione al Presidente».

Spulciando i dati elettorali, tanti i disaggregati di qualche interesse. Numerosi i centri in cui Cannizzaro da solo conquista la maggioranza assoluta dei suffragi, vedi i trionfali 69,1% a San Procopio e 65,5% a Platì (fresca d'insediamento della commissione d'accesso antimafia), il 59,7% a Rosarno (malgrado l'ex sindaco Elisabetta Tripodi: e per la verità Cannizzaro vince anche nella nevralgica Gioia Tauro e a San Ferdinando, dunque in tutt'e tre i Comuni dell'area portuale), il 55,9% a Oppido Mamertina (complice anche la "volata" tirata dal sindaco, consigliere metropolitano e candidato in quota proporzionale Mimmo Giannetta), il 52,6% a Seminara o il 50,8% ad Africo; le vittorie più contenute ma significative, come a Taurianova (47,1%), Locri (39,5%) e Siderno (37%).

Ben poche le sconfitte nei vari angoli del collegio camerale, sebbene pure in centri significativi come Palmi (davvero di misura) e a Cittanova, a Polistena e a Roccella Jonica, una sporadica terza posizione (a Bivongi). Troppo pochi "passi falsi" per far pensare a Ciccio Cannizzaro che le esclusioni dalle liste del capogruppo forzista a Palazzo Campanella Sandro Nicolò, del senatore uscente Gianni Bilardi, dell'ex deputato e vicecoordinatore regionale in carica del partito Nino Foti abbiano determinato una reale emorragia di consensi: «Centinaia di tessere restituite? Ma se i dati sono questi, non penso proprio si possa parlare d'emorragia... Questi numeri, così esaltati da voi giornalisti su indicazione (sic) di qualche esponente di partito credo che non ci siano stati e non ci sono... visto che risultiamo i più votati del Paese quanto a Forza Italia, posso serenamente affermare che quest'emorragia non c'è stata. Altro che scollamento. Debbo dire però che mi è dispiaciuto un po' l'atteggiamento mantenuto durante questa campagna elettorale da alcuni personaggi del partito che io ritengo autorevolissimi e che avrebbero potuto senz'altro dare un maggior contributo alla causa del partito... Se quelli che ha citato lei hanno fatto campagna elettorale per me e per Forza Italia? Guardi, in questa tornata elettorale io ero uno dei candidati più in vista, eppure non ho avuto il piacere di confrontarmi con loro e neanche soltanto di sentirli, il che vuol dire che si son tenuti estremamente defilati. Poi, qualche malalingua va dicendo in giro che questi importanti elementi di Forza Italia abbiano votato e fatto votare per altri partiti... ma ci tengo a precisare che io le ritengo notizie assolutamente infondate», ammicca Francesco Cannizzaro.

In attesa d'avere il "battesimo del fuoco" da parlamentare il 23 marzo.