Reggio Calabria
 

Esplosione ad Alessandria, il proprietario della cascina: “Nessun dissidio familiare. Ai carabinieri ho fatto qualche nome”

esplosione alessandria cordoglio"Quella dei dissidi familiari e' la cattiveria piu' grossa che potevano dire, io non ho problemi con mio figlio assolutamente". Cosi' Giovanni Vincenti, proprietario della cascina in cui lunedi' notte si e' verificata l'esplosione che ha ucciso tre vigili del fuoco, tra cui il reggino trentenne, Antonio Candido.
Tra le ipotesi di indagine ci sarebbe infatti quella legata a presunti dissidi tra il proprietario dell'abitazione e il figlio. Circostanza su cui Vincenti ha affermato: "Andiamo d'amore e d'accordo, ci sono gli alti e bassi, lui se ne e' andato via di casa perche' la fidanzata voleva andare a Torino, io non l'ho presa benissimo, siamo stati 3-4 mesi a litigare poi e' finita".

"C'e' una serie di situazioni che ieri ho chiarito bene con i carabinieri" ha poi spiegato Vincenti, riferendosi ai possibili autori del gesto. "Sono riuscito - ha aggiunto - a dare un filo logico a tante situazioni che si sono verificate da quando eravamo li' a Quargnento e sono venute fuori molte ipotesi. Qualche nome? Ai carabinieri si', ho fatto qualche nome"
Quando sono arrivato tre minuti dopo l'esplosione, sono stato chiamato alle 1.05, 1.10 - racconta ancora Vincenti, contattato al telefono - quando ho visto quella scena non potro' mai togliermela dagli occhi: e' da ieri sera che verso lacrime e cerco di capire".