[SLIDES] Bankitalia, l’aggiornamento congiunturale fotografa una Calabria che cresce. Ma per costruzioni e porto di Gioia, la musica è ben diversa…

bankitaliarapporto1di Mario Meliadò - Lo spin dell'economia calabrese nel primo semestre del 2018, stando alla 'fotografia' scattata dal direttore della filiale di Catanzaro della Banca d'Italia Sergio Magarelli e dai ricercatori Giuseppe Albanese (coordinatore), Tonino Covelli e Iconio Garrì – che hanno curato l'aggiornamento congiunturale relativo al primo semestre 2018 dello studio Economie regionali / L'economia della Calabria, presentato giusto ieri mattina a Catanzaro, appunto alla sede catanzarese di Bankitalia – appare decisamente di carattere positivo, intanto per l'incremento dei livelli occupazionali (con particolare riferimento al lavoro autonomo) ed è migliorata la qualità del credito, innervata peraltro dalla "discesa in campo" anche dei grandi gruppi bancari a sostegno delle realtà produttive.
E poi anche perché «dopo una lunga fase di debolezza, il processo d'accumulazione del capitale s'è intensificato. Le vendite all'estero sono cresciute significativamente, pur permanendo su valori modesti in termini assoluti. L'attività nei servizi ha mostrato segnali di miglioramento più intensi rispetto al passato» grazie agli slanci nel commercio e nel turismo. Maggior criticità, quel segmento ineludibile nel contesto dell'economia calabrese che è l'edilizia.

Un quadro a matrice squisitamente regionale; «il che per molti versi è pure un dato positivo, perché – è stato il commento di Magarelli – questo implica una certa omogeneizzazione dello sviluppo sul territorio dell'intera Calabria e non circoscritto solo a pochi ristretti àmbiti».

IMPRESE. Intanto cresce il numero delle aziende attive (+0,6%); se poi si va a guardare il saldo tra imprese attive e cessate, la migliore performance si snida nel segmento delle attività immobiliari (+4,1%), nel contesto di un comparto più largo, finanza&servizi alle imprese, comunque in netta crescita (+2,1%). Più che positivo comunque il saldo attivo del 2,1 quanto alle aziende agroforestali e ittiche (+2,1%) e dei servizi d'alloggio e ristorazione (+2%).
«Il campione rappresentativo della nostra indagine è costituito da imprese sopra i 20 dipendenti. Proprio l'agroindustria vede rafforzato il suo ruolo trainante dell'economia calabrese – ha rilevato Covelli –, ma s'è potenziata anche l'accumulazione del capitale. Positive le aspettative di molte aziende sulle vendite future, come pure riguardo agli investimenti». Mentre le esportazioni sono di volume assai flebile in termini generali, «però fanno ben sperare per il trend», che configura un ottimo +38 per cento.
Come da documento, «oltre il 70% delle imprese ha realizzato i programmi d'investimento formulati a inizio anno, che prefiguravano un'accelerazione rispetto al 2017, e quasi il 20% ha rivisto al rialzo quanto programmato. I piani per il 2019 prevedono un ulteriore rafforzamento della spesa per investimenti».
In controtendenza rispetto al dato generale il comparto edile, e questo «nonostante il recupero delle compravendite d'abitazioni» perché l'attività resta blanda e anche per l'enorme invenduto.

INTERNAZIONALIZZAZIONE. Le vendite oltreconfine, al di là dei numeri assoluti di valore ovviamente assai relativo, registrano alcuni picchi di grande interesse: il +223,4% d'export per gli articoli chimico-farmaceutici e il 137,7% relativo ai mezzi di trasporto incarnano qualcosa di più di semplici spunti interessanti.
Tra i Paesi destinatari delle nostre merci, in termini assoluti confermano il primo posto gli Stati Uniti (34 milioni di euro, grazie anche a un incremento delle esportazioni di prodotti calabresi del 29,4% in quel Paese) seguiti da Germania e Francia, però la novità è un violento incremento delle nostre esportazioni in Paesi extra-ue come l'Australia e altri non specificamente indicati (+157,1%), Giappone (+59,5%), America centromeridionale (+56%), "economie dinamiche dell'Asia" ossia Corea del Sud, Hong Kong e altri Paesi dell'area (+52,7%).
Giusto dare un'idea anche sul fronte delle importazioni, che a sua volta registra alcune fiammate importanti (+127,2% nel segmento energia e trattamento rifiuti, +82,6% quanto a macchinari e apparecchi meccanici): quasi raddoppiano, nel semestre (+87,4%), le importazioni dagli States.

TURISMO. Su questo versante, il +3% di presenze italiane tra gennaio e agosto di quest'anno appare un incremento particolarmente contenuto, ma gli corrisponde invece un ottimo ulteriore +13,7% di arrivi stranieri in Calabria, a fronte di dati costantemente in crescita nel biennio precedente. Quanto alle presenze poi, spicca maggiormente il delta rispetto a quelle da Paesi esteri (+7,7% nei soli 8 mesi, a fronte di un +9,3% registrato nel 2017 ma nel corso dell'intero anno).
E proprio il turismo (insieme al commercio) risulta un fronte cruciale, sul quale si registra un buon +2,9% di presenze nei primi 8 mesi del 2018, cui corrisponde però un incoraggiantissimo + 15,2% quanto ai passeggeri su voli internazionali.

LAVORO. Importante il +1,9% dei posti di lavoro registratosi nel primo semestre di quest'anno, anche perché superiore al +1,2% che ne definisce l'incremento su scala-Paese. Purtroppo però la precarizzazione avanza a grandi falcate: si spiega anche così il -24% relativo alle assunzioni a tempo indeterminato, così come la fascia larga delle assunzioni propiziate da sgravi contributivi (27%).
Su scala regionale, aumenta così del 5,3% lo stock della forza-lavoro, ma se è per questo aumentano più del doppio (+11,2%) le unità in cerca d'occupazione: complessivamente, al secondo trimestre di quest'anno, l'occupazione resta ai livelli massimi del triennio (42,1%) ma continua a a crescere (22,7% contro il 22,3% del primo trimestre 2018 e il 19,3% dell'ultimo trimestre dello scorso anno) pure il numero dei disoccupati.
E proprio il fronte occupazionale segna in qualche misura la riscossa del comparto edile, con un +21,6% d'occasioni di lavoro nel primo trimestre 2018 e un meno rotondo ma sempre pregnante +12% nel trimestre successivo che fanno ben sperare. Buono anche l'aumento occupazionale (+4,2% nel primo trimestre, +6% nel secondo) in agricoltura. Di sicuro interesse, al netto della stagionalità, il +23,7% nel comparto alberghiero-ristorativo.
Va meglio anche quanto al ricorso alla Cassa integrazione guadagni: -19,5% nei primi sei mesi di quest'anno per numero di ore di ricorso alla Cig (specie quanto alla Cassa "in deroga").

IL PORTO DI GIOIA TAURO. Le note dolenti, ahinoi, arrivano anche e soprattutto dal porto gioiese, con l'ulteriore calo del transhipment (-6% di container movimentati nei primi 9 mesi di quest'anno). Che però si proietta verso il riscatto, guardando a un'ulteriore crescita degli autoveicoli spostati dal secondo terminalista.

CREDITO. Incremento per i prestiti bancari alle imprese calabresi (+0,9%: nell'analisi di Iconio Garrì, erogazioni «a sostegno del capitale circolante, degli investimenti e in chiave di ristrutturazione di debiti pregressi»), con un disaggregato che evidenzia come il dato più rilevante (+2,5%) attenga alle aziende manifatturiere e dei servizi. E sono 176 nel periodo di riferimento i finanziamenti accolti (+5,8%) per l'accesso al Fondo di garanzia (quasi tutti per operazioni di garanzia diretta) per le Pmi, le piccole e medie imprese cioè, per un importo garantito da 139 milioni di euro.
Ulteriore aumento anche per il credito al consumo da parte di banche (+7,5%) e società finanziarie (+4%) alle famiglie calabresi («Del resto la crescita continua a essere alimentata proprio dal mercato delle famiglie», ha fatto presente Garrì), mentre s'impenna del 15,2% l'ammontare dei mutui per l'acquisto di abitazioni. «E che i consumi dei calabresi – ha argomentato Giuseppe Albanese – siano aumentati lo si desume anche indirettamente, dall'ampliamento del fatturato per le imprese attive nel commercio».
Va migliorando la qualità del credito, con un 3,4% di sofferenze (inferiore al 3,7% del periodo precedente) e quasi tutti i settori in calo (le sofferenze in edilizie sono al 4,4% dal 4,8% del marzo scorso, quelle nel segmento dei servizi al 3,6% rispetto al 4% del periodo precedente): le sofferenze sui crediti totali planano a un più confortevole 24,6% rispetto al 29,2% di marzo. Nel privato non finanziario si annidano le maggiori sofferenze (2,46 miliardi di euro) per il settore del credito in Calabria, ampie ma comunque in netto calo così come accade per le imprese (1 miliardo 756 milioni di euro di sofferenze allo scorso mese di giugno, ma sempre in netta diminuzione rispetto ai 2 miliardi 200 milioni del dicembre 2017). Eloquente il livellamento al 3% del deterioramento del credito, «a livello cioè inferiore a quello pre-crisi», è stata la considerazione di Garrì). E tutto questo, anche se si limano i "paletti" per l'attivazione di linee di credito (per esempio, il livello di rating minimo per l'accesso ai finanziamenti).
Complessivamente, i maggiori depositi (al giugno scorso, +2% su base annua, con un positivo +1,5% specificamente dei depositi delle famiglie) arrivano per forza di cose (ampiezza di popolazione, vastità del territorio, maggiore antropizzazione) dai territori più grandi e dunque la provincia di Cosenza (9 miliardi 77 milioni di euro) e quella di Reggio Calabria (4 miliardi 846 milioni). Scandagliando poi la destinazione dei prestiti erogati, i maggiori incrementi sono del 3% alle famiglie e del 2% al "privato non finanziario". E salgono dell'1,5% i depositi (+4,7% specificamente per i conti correnti), per 21 miliardi e 624 milioni in cifre assolute al giugno di quest'anno: trend assolutamente più marcato per le aziende (+5,8% in relazione ai depositi).
Soddisfacente segno negativo per i tassi d'interesse; flessione del 5,9% per il valore dei titoli detenuti dalle famiglie (con tonfo, -43,2%, quanto alle obbligazioni bancarie).

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