Callipo difende Viscomi: “Polemica di Mirabello sorprendente, così il Pd continua a farsi del male”

«Non credo che sia corretto umanamente e opportuno politicamente attaccare in maniera così scomposta un deputato del proprio partito, solo perché ha accettato l'invito a un dibattito pubblico».

Il sindaco Pd di Pizzo, Gianluca Callipo, stigmatizza toni e contenuti della virulenta critica mossa dal consigliere regionale Michele Mirabello all'indirizzo dell'onorevole Antonio Viscomi, "colpevole" di aver accettato l'invito a un convegno sull'ospedale di Serra San Bruno, organizzato dall'associazione LiberaMente.

«Trovo sorprendete che nonostante la lezione impartita dagli elettori a tutto il Pd calabrese - spiega Callipo -, si continui a polemizzare su cose che alle persone normali, quelle che devono fare i conti ogni giorno con i problemi della vita quotidianità, non interessano minimamente. All'incontro di Serra sono stati invitati tutti i rappresentanti istituzionali, compreso lo stesso Mirabello. Non si può continuare a dire che il partito deve ricominciare ad ascoltare i cittadini, deve essere ricostruito partendo dai territori, se poi, alla prima occasione, si nega così clamorosamente il confronto. Viscomi ha fatto bene ad accettare l'invito, a maggior ragione se gli organizzatori fanno parte di un'area politica avversaria. Come parlamentare vibonese ha il dovere di essere presente, soprattutto quando sul tavolo c'è un problema così sentito dai cittadini come la sanità. Far dipendere la partecipazione a un impegno pubblico esclusivamente sulla base dell'appartenenza politica, significa negare la funzione istituzionale di chi ha doveri che vanno al di là delle ragioni di parte. In questo modo di svilisce il dibattito e si dà ragione a chi considera gli impegni pubblici dei politici come semplici passerelle. Un approccio che il Pd deve finalmente superare se vuole davvero tornare in sintonia con il proprio elettorato. Le critiche di Mirabello a Viscomi, dunque, oltre a essere inutilmente aggressive, sono paradossali, non solo perché rivolte a un parlamentare del proprio partito, ma perché vanno a stigmatizzare una volontà di partecipazione e di confronto che dovrebbe invece ispirare da tempo il Pd vibonese, che continua invece ad avvitarsi sui personalismi più esasperati».